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5 cose da sapere sul SEO del Web Design

Il SEO del Web DesignDovete iniziare a capire che nessuno di noi sa nulla. La premessa può risultare un po’ troppo filosofica ma ben spiega lo stato magmatico in cui vive il settore SEO. Appena avete una certezza la dovete cambiare. Ora tocca al SEO del Web Design. Cosa significa? Che le parole continuano ad essere importantissime ma non sono più in monopolio sul SEO. Anche il Web Design gioca un ruolo importante nel posizionamento ed ora non si può più ignorare la novità. Ecco 5 cose che dovete iniziare ad avere chiare sul SEO del Web Design. Un po’ come col fuoco in un caminetto, non sono che legnetti per accendere la fiamma. Sta a voi, poi, aumentare il tutto con ricerche più approfondite o anche semplicemente continuando a leggere i nostri post. Visto l’evolversi della questione, non mancheremo di tornare sul SEO del Web Design. Intanto eccovi l’antipasto. Continue reading

Contenuti unici: chiariamo dei passaggi

Contenuti uniciCredo che ormai siano pochi gli addetti ai lavori che non hanno colto l’importanza dei contenuti unici dopo la rivoluzione di Panda. Il passaggio è stato epocale ed ha rappresentato un bel passo in avanti nella storia dei SEO ma è dato ormai per acquisito. Quello che c’è da capire adesso è cosa siano davvero questi contenuti unici e perché devono essere gestiti con consapevolezza. Ci aiuta un bellissimo video pubblicato da Moz.com che proprio suo contenuti unici fa il suo focus. Ve lo mettiamo in calce all’articolo per godervelo nella sua interezza. Noi riportiamo di seguito dei passaggi che riteniamo essere i più importanti sul tema. Continue reading

Google Consumer Barometer, come si comportano gli italiani online – INFOGRAFICA

google-consumer-barometer-comon-agency-romaC’era una volta un’Italia del tutto analfabeta a livello digitale. C’era una volta ed ora non c’è più. Perché le infrastrutture sono ormai a livello col resto dell’Europa e, soprattutto, perché la nuova generazione, quella dei ragazzi tra i 20 e i 30 anni, è ormai completamente a suo agio con Internet. A dirlo non siamo ma noi una fonte autorevolissima e cioè Google. Attraverso il suo strumento Google Consumer Barometer, infatti, ha raccolto interessantissimi dati che riporta in un’infografica che è lo spunto di questo post. Buona lettura o, meglio, buona visione dell’infografica generata da quel che ha rilevato il Google Consumer Barometer sui nostri cambiati costumi. Continue reading

Come cambia il Google Keywords Suggestion Tool

Google Keywords Suggestion Tool

Google Keywords Suggestion Tool

L’eterna lotta tra Google e i SEO sembra non trovare pace. Da una parte c’è chi sostiene di tutelare gli interessi degli utenti ma poi è un colosso planetario che di certo non disdegna i guadagni, da un’altra parte invece c’è un nuovo mestiere che non s’impara sui libri ma che, se ben fatto, vale oro per tutte quelle aziende che hanno capito l’importanza di fare business sul web. In mezzo ci sono molti strumenti che nascono e muoiono per questa causa. Uno dei più famosi è il Google Keywords Suggestion Tool che lo staff di Mountain View considera valido per impostare le campagne presso di lui mentre i SEO utilizzano spesso anche per realizzare posizionamenti organici. Vediamo insieme come si sta evolvendo il Google Keywords Suggestion Tool in questo destino ondivago. Continue reading

Ecco i 10 segnali che fanno capire quando un sito è bisognoso di SEO

10 segnali x capire quando un sito è bisognoso di SEO

10 segnali x capire quando un sito è bisognoso di SEO

Con la salita sugli scudi  della generazione Panda non è più tempo di avere un sito fuori da queste logiche. Come capire se voi lo siete o no? Ecco 10 importanti segnali che vi illumineranno sul fatto che il vostro sito sia o meno bisognoso di attenzioni SEO. Seguitele pedissequamente e troverete l’uscita dal labirinto da soli. Qua non si tratta di compiacere una web agency piuttosto che un’altra né di seguire mode effimere quanto di compiacere il business su cui avete comodamente adagiato il sedere. 10 segnali per capire se un sito è bisognoso di un tocco SEO. Il resto è margine di scelta e voglia di investire. A voi la palla. Continue reading

I 17 miti SEO da sfatare secondo HubSpot (parte III)

I 17 miti SEO da sfatare nel 2014 secondo HubSpot - COMON blog

“I 17 miti SEO da sfatare nel 2014” by HubSpot

Torniamo a parlare di SEO e dei falsi miti che rallentano la scalata al successo del vostro dominio, ma anche i vostri tempi di lavoro.

Dopo aver continuato con altri 6 miti nel nello scorso post, siamo qui per concludere la presentazione dei falsi miti SEO, sfatati dall’innovativa guida di HubSpot:17 SEO Myths You Should Leave Behind in 2014 (“17 miti SEO che dovreste abbandonare nel 2014”), che smentisce ben 17 credenze SEO, mettendo nero su bianco in brevi e chiari punti quello che conta veramente per raggiungere il successo sui motori di ricerca.

Ecco quindi gli ultimi 5:

#13. Per una SEO locale mi basta elencare la città, la provincia e/o la nazione del mio business sulle mie pagine. Okay, questo è un falso mito solo a metà. Se siete un business con un preciso target geografico, sicuramente è importante che ci sia la vostra città, la vostra provincia e/o la vostra nazione specificate sulle pagine del vostro dominio. Al contempo però, se ad esempio siete un business US che mira solo alle città e agli stati statunitensi, non vi servirà specificare “US” sulle vostre pagine. I motori di ricerca sanno qual è la location dei ricercatori e s’impegnano a fornire risultati che siano principalmente riferiti al loro luogo d’interesse. Detto questo, title tag, link, review, citazioni on-page e social media (in particolare Google+ Local) dovrebbero tutti mettere bene in evidenza dove vi trovare ed essere inclusi all’interno del vostro SEO locale.

#14. Micrositi o altri domini che possiedo e che rimandano e linkano il mio sito aiuteranno la mia strategia SEO. Le probabilità che questo abbia un qualche impatto sulla vostra SEO sono praticamente pari a zero. È come organizzare delle elezioni in cui votate mille volte per voi stessi – conta comunque come un solo voto. I motori di ricerca sono intelligenti abbastanza da sapere chi sono i proprietari di un dominio e si accorgono se il proprietario di due domini è lo stesso. (Nota: se state leggendo e nel mentre pensate: “Beh, allora mi basterà cambiare le mie informazioni di registrazione”, state pensando come uno spammer. Non siate ingenui!). Una SEO dispersiva non ha molto valore, che è quello che attuate se create domini su domini e poi sprecate energie ad ottimizzarli tutti, invece che mettere tutto l’impegno su un solo dominio principale. Perché non aggiungete quel contenuto al vostro sito principale o create uno strumento che sia un add-on al vostro sito?

#15. Google non saprà mai se qualche brutto sito mi linka. Sì che lo saprà! Come Babbo Natale sa se siete stati buoni o cattivi e la Fatina del Denti sa quando avete perso un dente. Come i vostri genitori riescono a percepire che avete sforato il coprifuoco. Il punto è che Google sa (tutto). Non provate ad ingannarlo – specialmente dopo Panda, Penguin, Hummingbird, o verrete spediti in cameretta (beh, in questo caso, penalizzati).

#16. La SEO non è una questione di usability. La SEO si è evoluta dall’essere un semplice strumento per essere trovati sui motori di ricerca ad essere una strategia che si occupa anche del rapporto che gli user hanno con il contenuto del dominio in questione. La SEO è molto di più che ottimizzazione per i motori di ricerca. L’ottimizzazione è prima di tutto per gli user, così che possano effettivamente cliccare sul link del vostro sito – trovato dai motori di ricerca – e poi rimanerci. Per far sì che i visitatori rimangano sul vostro sito, assicuratevi che il contenuto che pubblicate sia personalizzato e rilevante. Dovete anche accertarvi che il vostro sito sia intuitivo e facile da navigare (in altre parole, accessibile sia ai crawlers che agli user). Inoltre, non permettete che siano i visitatori a doversi trovare quello che cercano. Fornite informazioni e direzioni precise e farete diventare quegli user dei contatti, delle lead e dei clienti. “Ottimizzazione dell’esperienza di ricerca” dovrebbe essere il vero acronimo di SEO.

#17. SEO e inbound marketing non combaciano. Al contrario, inbound marketing e SEO sono inesorabilmente legati. Se pensate al primo come una grande ruota, potete immaginare che il secondo sia un raggio di quella ruota. Quella dell’inbound è una filosofia olistica, che si focalizza nel trasformare prontamente degli sconosciuti in persone che desiderano – e dovrebbero – fare business con voi. Questo include una vasta gamma di tattiche e pratiche che includono la creazione di contenuti, l’ottimizzazione di conversione, l’influenza dei social, oltre ad altri elementi. Invece la SEO è una strategia di marketing specifica, che si focalizza nell’aumentare la visibilità di un business attraverso – e generando traffico da – i motori di ricerca. Chiaramente, la SEO può aiutare tantissimo la vostra strategia di inbound marketing. Quando pensiamo ai quattro stadi della metodologia inbound – Attrarre, Convertire, Chiudere, Deliziare – la SEO è molto importante soprattutto per quanto riguarda il primo stadio: attrarre le giuste persone al vostro sito.

That’s all folks! Speriamo di esservi stati d’aiuto. E adesso che sapete quali sono tutti i falsi miti SEO, quali sono le vostre intenzioni? Seguire la guida HubSpot, o continuare imperterriti sui vostri metodi di ottimizzazione?

Commentate e diteci la vostra, saremo felici di confrontarci con voi 🙂

E per continuare a parlare di SEO, Digital Marketing e il mondo del web rimanete sintonizzati qui sul Blog di COMON.

Alla prossima! 😉

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