Tag Archives: digital marketing

I 17 miti SEO da sfatare secondo HubSpot (parte III)

I 17 miti SEO da sfatare nel 2014 secondo HubSpot - COMON blog

“I 17 miti SEO da sfatare nel 2014” by HubSpot

Torniamo a parlare di SEO e dei falsi miti che rallentano la scalata al successo del vostro dominio, ma anche i vostri tempi di lavoro.

Dopo aver continuato con altri 6 miti nel nello scorso post, siamo qui per concludere la presentazione dei falsi miti SEO, sfatati dall’innovativa guida di HubSpot:17 SEO Myths You Should Leave Behind in 2014 (“17 miti SEO che dovreste abbandonare nel 2014”), che smentisce ben 17 credenze SEO, mettendo nero su bianco in brevi e chiari punti quello che conta veramente per raggiungere il successo sui motori di ricerca.

Ecco quindi gli ultimi 5:

#13. Per una SEO locale mi basta elencare la città, la provincia e/o la nazione del mio business sulle mie pagine. Okay, questo è un falso mito solo a metà. Se siete un business con un preciso target geografico, sicuramente è importante che ci sia la vostra città, la vostra provincia e/o la vostra nazione specificate sulle pagine del vostro dominio. Al contempo però, se ad esempio siete un business US che mira solo alle città e agli stati statunitensi, non vi servirà specificare “US” sulle vostre pagine. I motori di ricerca sanno qual è la location dei ricercatori e s’impegnano a fornire risultati che siano principalmente riferiti al loro luogo d’interesse. Detto questo, title tag, link, review, citazioni on-page e social media (in particolare Google+ Local) dovrebbero tutti mettere bene in evidenza dove vi trovare ed essere inclusi all’interno del vostro SEO locale.

#14. Micrositi o altri domini che possiedo e che rimandano e linkano il mio sito aiuteranno la mia strategia SEO. Le probabilità che questo abbia un qualche impatto sulla vostra SEO sono praticamente pari a zero. È come organizzare delle elezioni in cui votate mille volte per voi stessi – conta comunque come un solo voto. I motori di ricerca sono intelligenti abbastanza da sapere chi sono i proprietari di un dominio e si accorgono se il proprietario di due domini è lo stesso. (Nota: se state leggendo e nel mentre pensate: “Beh, allora mi basterà cambiare le mie informazioni di registrazione”, state pensando come uno spammer. Non siate ingenui!). Una SEO dispersiva non ha molto valore, che è quello che attuate se create domini su domini e poi sprecate energie ad ottimizzarli tutti, invece che mettere tutto l’impegno su un solo dominio principale. Perché non aggiungete quel contenuto al vostro sito principale o create uno strumento che sia un add-on al vostro sito?

#15. Google non saprà mai se qualche brutto sito mi linka. Sì che lo saprà! Come Babbo Natale sa se siete stati buoni o cattivi e la Fatina del Denti sa quando avete perso un dente. Come i vostri genitori riescono a percepire che avete sforato il coprifuoco. Il punto è che Google sa (tutto). Non provate ad ingannarlo – specialmente dopo Panda, Penguin, Hummingbird, o verrete spediti in cameretta (beh, in questo caso, penalizzati).

#16. La SEO non è una questione di usability. La SEO si è evoluta dall’essere un semplice strumento per essere trovati sui motori di ricerca ad essere una strategia che si occupa anche del rapporto che gli user hanno con il contenuto del dominio in questione. La SEO è molto di più che ottimizzazione per i motori di ricerca. L’ottimizzazione è prima di tutto per gli user, così che possano effettivamente cliccare sul link del vostro sito – trovato dai motori di ricerca – e poi rimanerci. Per far sì che i visitatori rimangano sul vostro sito, assicuratevi che il contenuto che pubblicate sia personalizzato e rilevante. Dovete anche accertarvi che il vostro sito sia intuitivo e facile da navigare (in altre parole, accessibile sia ai crawlers che agli user). Inoltre, non permettete che siano i visitatori a doversi trovare quello che cercano. Fornite informazioni e direzioni precise e farete diventare quegli user dei contatti, delle lead e dei clienti. “Ottimizzazione dell’esperienza di ricerca” dovrebbe essere il vero acronimo di SEO.

#17. SEO e inbound marketing non combaciano. Al contrario, inbound marketing e SEO sono inesorabilmente legati. Se pensate al primo come una grande ruota, potete immaginare che il secondo sia un raggio di quella ruota. Quella dell’inbound è una filosofia olistica, che si focalizza nel trasformare prontamente degli sconosciuti in persone che desiderano – e dovrebbero – fare business con voi. Questo include una vasta gamma di tattiche e pratiche che includono la creazione di contenuti, l’ottimizzazione di conversione, l’influenza dei social, oltre ad altri elementi. Invece la SEO è una strategia di marketing specifica, che si focalizza nell’aumentare la visibilità di un business attraverso – e generando traffico da – i motori di ricerca. Chiaramente, la SEO può aiutare tantissimo la vostra strategia di inbound marketing. Quando pensiamo ai quattro stadi della metodologia inbound – Attrarre, Convertire, Chiudere, Deliziare – la SEO è molto importante soprattutto per quanto riguarda il primo stadio: attrarre le giuste persone al vostro sito.

That’s all folks! Speriamo di esservi stati d’aiuto. E adesso che sapete quali sono tutti i falsi miti SEO, quali sono le vostre intenzioni? Seguire la guida HubSpot, o continuare imperterriti sui vostri metodi di ottimizzazione?

Commentate e diteci la vostra, saremo felici di confrontarci con voi 🙂

E per continuare a parlare di SEO, Digital Marketing e il mondo del web rimanete sintonizzati qui sul Blog di COMON.

Alla prossima! 😉

Autore:

I 17 miti SEO da sfatare secondo HubSpot (parte II)

I 17 miti SEO da sfatare nel 2014 secondo HubSpot - COMON blog

“I 17 miti SEO da sfatare nel 2014” by HubSpot

 

Ben ritrovati sul Blog di COMON per continuare a parlare di SEO e dei falsi miti che rallentano la scalata al successo del vostro dominio.

Dopo aver presentato i primi 6 nel post della scorsa settimana, noi di COMON siamo qui per continuare a presentarvi i falsi miti SEO, sfatati dall’interessante guida di HubSpot. Si tratta della guida 17 SEO Myths You Should Leave Behind in 2014 (“17 miti SEO che dovreste abbandonare nel 2014”), che smitizza ben 17 credenze SEO, parlando chiaro su quello che conta veramente per raggiungere il successo sui motori di ricerca.

Proseguiamo oggi la scoperta con i successivi 6:

Continue reading

I 17 miti SEO da sfatare secondo HubSpot

I 17 miti SEO da sfatare nel 2014 secondo HubSpot - COMON blog

“I 17 miti SEO da sfatare nel 2014” a cura di HubSpot, tradotta da COMON agency

L’ottimizzazione per i motori di ricerca, la sempre più nota SEO, consiste davvero nello sfornare contenuti di “qualità” e traboccanti di keyword? Ovviamente no. E negli ultimi anni la SEO è cambiata talmente tanto che molti specialisti del settore digitale non san-no più cosa sia obsoleto, cosa importante, cosa realmente serva a portare risultati e co-sa, invece, implica solo una perdita di tempo.

Sì, perché molti dei consigli e delle regole auree sulla SEO dispensate da fonti più o meno ufficiali, tra influencers, opinion leader e blogger di tutto il mondo, non sono altro che falsi miti. Nulla di più che inutili suggerimenti che rendono gli sforzi di chi (tenta) di fare SEO solamente più complicati e dispendiosi, per risultati minimi o nulli.

Continue reading

Chrome cresce, Explorer e Firefox vanno giù

Molti di voi avranno un sito web e monitoreranno gli accessi attraverso i tools più diffusi, al fine di comprendere come si viene trovati dagli utenti e come occorre posizionarsi sui motori di ricerca. Ops, “sul motore di ricerca”: perchè è Google, come sappiamo, il leader indiscusso delle query online.

Ebbene da qualche anno ormai, il gigante di Mountain View ha iniziato la sua corsa anche sul fronte dei browser di navigazione, ovvero i software con i quali ogni giorno ognuno di noi si connette ad internet (sì ok, Google!) per trovare una risposta ai propri enigmi o più semplicemente sapere dove si trova il ristorante di sushi dove potersi recare con la propria compagna e farla finalmente contenta.
Negli anni la market share relativa al settore dei browser si è fortemente modificata: dapprima Internet Explorer era il padrone indiscusso, tant’è che nel 2009 l’UE costrinse Microsoft a consentire agli utenti di scegliere liberamente quale browser installare sul proprio PC multandola per centinaia di milioni di dollari.

Sono trascorsi 4 anni da quella sentenza ed oggi, la situazione è nettamente cambiata: nel 2013 a dettare le proprie leggi sul mercato è proprio Big G, come mostra l’infografica di Visual.ly che abbiamo deciso di riportare sul Blog di COMON.

 

World Web Browser Market Share

by katharinemorgan.
Explore more infographics like this one on the web’s largest information design community – Visually.



Con una quota di mercato intorno al 50%, è Google Chrome il browser che regna sui PC e Mac di tutto il mondo. Seguono il caro vecchio Internet Explorer (presente sul 30% circa) e Firefox (su poco più del 20%). Fanalino di coda il browser di casa AppleSafari (al 10%), a dimostrazione che anche gli Apple-addicted preferiscono Chrome agli accessori di serie offerti dalla produttore.

Come non tenerne conto quando si realizza un sito web o si procede al restyling con una versione in Responsive Web Design di quello che già si possiede? Non si può. E infatti noi ve lo abbiamo detto 😉

 

Autore: Davide M.

I social media influenzano la SEO

comon-agency-roma-social-media-per-posizionamento-google-seoE’ un dato di fatto. Bing e Yahoo stessi lo riconoscono quando nelle interviste dichiarano che i loro risultati sono positivamente influenzati da tweets, facebook likes e +1.

I link condivisi attraverso i social media, le referenze e l’autoritá stessa dei domini linkati, tutto questo impatta direttamente ed in maniere molteplici il modo in cui ogni sito venga censito, classificato e listato all’interno della serp di Google o Bing. “I social media permettono alle persone di fornire segnali autentici e dotati di trust” dichiara Danny Sullivan, Editor-in-chief of Search Engine Land.
I social networks producono uno sterminato numero di dati riguardo ció che i cittadini del mondo gradiscono al punto da condividerlo con i loro amici, le loro connessioni, followers e cerchie.

In un’industria in cui la conoscenza dei gusti individuali è il punto cruciale per il successo di beni e servizi, i motori di ricerca hanno fatto proprio un imperativo, un mantra: se le persone condividono il tuo contenuto, probabilmente questo ha valore. E merita di essere visibile ai più, per consentire un ulteriore condivisione. Alcuni lo chiamano effetto “palla di neve”.
Like, link sharing, tweets e re-tweets, +1 e tags sono eccellenti segnali di valore per Google, Bing e Yahoo, ben lontani dal desueto ed abusatissimo scambio di link fra siti web per ottenere ranking migliori per una rivisitata legge dei vasi comunicanti.

Dunque le opinioni contano? Sembrerebbe di sí, talvolta più degli algoritmi e della matematica applicata al web. Da qualche tempo ormai Bing ha incominciato ad incorporare i facebook likes nei suoi risultati di ricerca. Ebbene, i risultati delle pagine per le quali amici e followers dell’utente hanno espresso un favore con il loro “Like” sono molto bene in vista e godono di un miglior ranking.
E Google? Il gigante di Mountain View ha addirittura creato il proprio social network, dichiarando guerra – fredda – a Mr. Zuckerberg. Riuscirà l’ultimo nato di Page e Brin a scalzare il colosso Facebook? Obiettivo ambizioso, mai dire mai. Al momento la “nazione Facebook” oltre ad essere straordinariamente più popolosa, è anche quella in cui l’interazione sociale è più virtuosa, più impetuosa e coinvolgente. Aggiungeremmo – ndr – anche un ulteriore elemento: la user experience. Perció, Facebook 1 – Google 0.

Ad ogni modo, non esiste pagina censita dal primo motore di ricerca al mondo che non abbia accanto a sè l’indicazione del +1. Un evidente segnale della straordinaria importanza dell’ingrediente social nelle SERP di Google. Non resta che seguire con attenzione il cammino dei social networks, della search engine optimization e di tutte le innovazioni del web.

E, come diciamo noi di COMON, non ci resta che restare sintonizzati: Stay Tuned!

 

Autore: