L’ABC della SEO: glossario utile per chi è alle prime armi.

La nostra amata SEO può essere un bel garbuglio di nomi, termini e sigle da districare per chi inizia ad approcciarla e studiarla per le prime volte, a partire dal suo nome, che se srotolato si scopre essere la sigla di Search Engine Optimization, oppure Search Engine Optimizator, a seconda di chi o di cosa si sta parlando, ovvero Ottimizzazione per i Motori di Ricerca.

Abbiamo quindi pensato di mettere insieme un piccolo glossario utile per chi è alle prime armi e ha bisogno di una mano ad orientarsi nella terminologia della SEO.

  • Algoritmo – Grande alleato e grande nemico di ogni SEO, si può dire che l’algoritmo sia un insieme di regole e di parametri, una specie di codice di riferimento, a cui un motore di ricerca fa capo per decidere se un contenuto è valido o meno e, di conseguenza, posizionarlo più o meno in alto nella propria classifica finale. Cambia molto spesso, segue regole particolarmente severe e si affina con il passare del tempo. Ignorare i valori secondo cui smista i vari contenuti potrebbe equivalere a fare del lavoro inutile, se non addirittura controproducente. 
  • ALT Text – È il testo che s’inserisce tenendo sempre premuto il tasto ALT della tastiera…scherziamo!! L’ALT text, detto anche Attributo ALT, è la descrizione di un’immagine utilizzata all’interno di un contenuto. I motori di ricerca non leggono le immagini, bensì queste paroline che vengono apportate per descriverle. Si tratta quindi di un elemento molto importante su cui lavorare quando si inseriscono dei contenuti multimediali nella propria pagina, al fine di posizionarla con successo nelle ricerche immagini. 
  • Anchor text – Non è altro che un termine nuovo e diverso per indicare quelli che un tempo si chiamavano link. Ciò che cambia è che ad oggi un URL può essere applicato a delle parole, che spesso sono le keyword inserite nel testo, che lo descrivono, o che appunto fungono come “chiave” per accedere a tale link. 
  • Black hat – Avete presente quando parlavamo di algoritmi e di come essi seguano regole molto severe? Questo avviene soprattutto quando vengono rilevati dei Black Hat, ovvero degli stratagemmi per ingannare gli algoritmi e accaparrarsi il loro favore e i loro posizionamenti, anche se immeritevolmente. Bisogna stare molto attenti, in quanto la furbizia può essere ripagata con un bruttissimo colpo se scoperta: sono molti, infatti, i motori di ricerca che puniscono con il non-posizionamento i portali che ne fanno uso. 
  • Bot, crawler e spider – Li possiamo immaginare come dei piccoli ragnetti che, ricevuto l’ordine e i parametri da parte dell’algoritmo, cominciano a percorrere la ragnatela del web alla ricerca dei miglior siti accomunati a determinate parole chiave. Setacciano i contenuti, ne valutano la qualità e l’utilità in relazione alle keyword per cui s’intendono posizionare. In realtà non vanno molto a fondo in una pagina web, dunque è buona norma permettergli di trovare ciò che stanno cercando (o meglio, ciò per cui s’intende essere trovati) nel minor tempo possibile, posizionando bene in evidenza le parole chiave, facendo uso di una buona formattazione e utilizzando i grassetti. 
  • Link interni – Immaginateli come dei ponti, che collegano le varie pagine del sito tra loro in un gioco di rimandi. Non si parla solo dei link che dall’homepage portano alle varie pagine, categorie e sezioni, ma anche ad esempio a tutti quei link presenti nei contenuti che rimandano ad altri contenuti ancora. 
  • Meta descrizione – La meta descrizione sarebbe, per intenderci, la didascalia sotto il titoletto in blu che appare nei risultati una volta che si effettua una ricerca. In qualche modo, invoglia il lettore a cliccare sul nostro risultato invece che sugli altri, usando call to action e spiegando perché la nostra pagina vale più delle altre. Ad ogni modo, nonostante la sua preziosa validità a livello di marketing, le parole usate nella meta description non sono tenute di conto dal motore di ricerca durante il lavoro di valutazione e posizionamento. 
  • Ranking – L’ossessione di ogni SEO, non è altro che la classifica. In altre parole, il ranking è la posizione per la quale il nostro contenuto si qualifica sulla grande classifica del motore di ricerca in questione. 
  • SERP – La ranking appare sulla SERP, ovvero sulla pagina dove i motori di ricerca elencano tutti i bei risultati che hanno trovato. 
  • Sitemap XML – Come abbiamo detto, bisogna rendere il proprio sito il più facile e veloce possibile da leggere per gli spider dei motori di ricerca. In questo caso parliamo quindi di un elenco che aiuta il motore di ricerca a capire i contenuti del proprio sito e posizionarli di conseguenza. 
  • Title – Questo invece è il titoletto blu che appare nei motori di ricerca nell’elenco dei risultati. Non deve per forza coincidere con il titolo del contenuto, della notizia o dell’header ed è fondamentale che includa la keyword per cui s’intende posizionare la propria pagina web.