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Utilizzo dello smartphone per Comprare Online: siti e app

utilizzo dello smartphone per comèrare onlineLa tendenza all’acquisto online si va sempre più consolidando costringendo le imprese a dotarsi di un e-commerce e/o a presidiare canali come Amazon e Ebay.

Tale fenomeno si accende nel momento in cui una buona parte degli acquisti online proviene da mobile e in particolare da smartphone, dispositivo più diffuso al mondo.

È quanto emerge da una ricerca di Google sull’utilizzo dei siti e delle app per l’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa). In particolare la ricerca evidenzia che molti dei consumatori visitano i siti web per cercare informazioni sui prodotti poiché contengono più informazioni delle app.

La motivazione è che gli utenti preferiscono i siti di vendita online nel momento in cui navigano senza un motivo ben preciso o soltanto per cercare informazioni, mentre preferiscono utilizzare le app quando devono compiere un’azione ben precisa.

Noi di COMON ci siamo interrogati sui risultati di questa ricerca traendo alcune considerazioni utili per una strategia di web marketing che oggi non può fare a meno di prendere in considerazione cosa accade sul mobile. In particolare vogliamo farvi notare che i fattori che stimolano l’utilizzo dello smartphone per comprare online (o per cercare informazioni sui prodotti) sono essenzialmente due:

  1. il contesto in cui il consumatore vive;
  2. il suo network di relazioni.

Vediamo come…

Il contesto

Se pensiamo allo smartphone in sé, ci rendiamo conto che si tratta di uno strumento:

  • portatile (appunto mobile);
  • sempre connesso;
  • geolocalizzato;
  • convergente.

Convergente perché in un unico strumento confluiscono più prodotti. Pensiamo al telefono, alla fotocamera, al browser, alla radio e allo streaming video. Questo fa in modo che un consumatore abbia a propria disposizione più strumenti da portare con sé, che sono in continuo interscambio con la rete e geolocalizzato in un luogo fisico.

Il contesto, proprio per queste sue caratteristiche, gioca un ruolo importante. Ovunque si trovi il consumatore può ricevere stimoli dall’esterno: pubblicità, cartelli, volantini, vetrine dei negozi, spot ecc… e può avere la necessità di approfondire lo stimolo-informazione ricevuta utilizzando lo smartphone. E questo è solo il primo step…

il contesto d'acquisto

Infatti quando abbiamo parlato di come impostare una strategia di Content Marketing abbiamo introdotto il concetto di customer journey ossia di quel percorso che il consumatore compie dalla conoscenza del marchio fino all’azione d’acquisto.

Quello appena visto è, dunque, un procedimento che avviene quando il consumatore conosce la marca o il prodotto e approfondisce la conoscenza effettuando una ricerca.

È proprio quello che la ricerca di Google mette in evidenza ossia che la fase di awareness (conoscenza) nel mobile shopping avviene (nella maggior parte dei casi) effettuando una ricerca e interagendo con siti web e non con applicazioni.

In questo frangete gioca un ruolo importante la SEO, perché è da un buon posizionamento sui motori di ricerca che il consumatore verrà in contatto con il nostro sito. E ancora, avere un sito ottimizzato per i dispositivi mobili consente all’utente un miglior esperienza d’uso e di recepire più efficacemente un’informazione.

Il network di relazioni

Quando facciamo riferimento comportamento d’acquisto del consumatore dobbiamo tener presente che anche il suo network di relazioni fornisce costantemente stimoli d’acquisto.

Il modo in cui si vestono i propri amici, un commento in una discussione relativo a un prodotto, la prova del pc del proprio collega ecc… sono tutti stimoli che il consumatore riceve e a cui potrebbe rispondere con un’azione d’acquisto.

Il network di relazioni, sia online che offline, immerge il consumatore in una grande mole di informazioni, non per forza su prodotti e brand, ma anche su argomenti non di consumo. Pensiamo, infatti, a come in un dialogo tra amici si possa parlare di questioni politiche ed economiche.

Anche i siti di news hanno bisogno di visibilità agli occhi dei lettori, soprattutto in un contesto dove social network motori di ricerca determinano il flusso di informazioni degli utenti.

La fase di ricerca è molto importante e bisogna farsi trovare pronti con un sito efficiente e con un buon posizionamento sui motori di ricerca perché, così come avviene in una strada affollata da mille negozi, per portare il consumatore a comprare online bisogna darsi visibilità, bisogna farsi trovare.

Nella sua ricerca Google evidenzia proprio il fatto che le app sono utilizzate per compiere azioni specifiche, quando la fase di awareness è stata superata, e cioè quando il consumatore conosce già il marchio o prodotto e si avvia verso l’acquisto.

Lo smartphone, dunque, si rivela un valido strumento a supporto delle aziende che possono darsi visibilità sui motori di ricerca e intercettare i consumatori nei loro momenti di vita quotidiana.

Come impostare una strategia di Content Marketing efficace

Il fatto che il content marketing sia una tecnica ormai consolidata e che continui a portare risultati per le aziende, lo dimostrano gli studi e le statistiche effettuate e che ogni anno registrano risultati sempre più positivi.

Ciò è confermato anche dal fatto che la maggior parte delle connessioni al web avviene tramite smartphone e tablet, devices ai quali gli utenti approcciano tramite scroll continuo adatto sia per i contenuti testuali che per le infografiche.

Di recente qui a COMON abbiamo parlato di cosa e quali sono i contenuti per il web e abbiamo anche detto che cos’è il content marketing, definizione che riporteremo anche qui per addentrarci meglio nel nostro discorso.

Per Content Marketing si intende un “approccio di marketing strategico incentrato sulla creazione e la distribuzione di contenuti di valore, pertinenti e coerenti per attrarre e mantenere un pubblico ben definito e, infine, per guidare una profittabile azione del cliente”.

Non ci soffermeremo sull’analizzare tale definizione, ma estrapoliamo da essa due informazioni essenziali per impostare una strategia di content marketing efficace e cioè:

  1. la strategia;
  2. il funnel di conversione del cliente.

La prima informazione è facile da spiegare: se non c’è strategia tutto il lavoro è inutile e siamo qui apposta per capire come fare. C’è, però, bisogno di parlare prima del funnel di conversione, concetto sul quale si deve basare la strategia.

Il customer journey

Quello che comunemente viene definito come customer journey o, letteralmente, percorso del consumatore, è quella via intrapresa (inconsciamente) dal cliente dal momento in cui entra a conoscenza di un marchio o prodotto e che lo porta al suo acquisto.

Tale percorso è schematizzabile nel funnel di conversione del consumatore, un imbuto dove dall’alto “entrano” le visite degli utenti e dal basso “escono” le vendite e conversioni attraverso le fasi di:

  • awareness: conoscenza del marchio/prodotto;
  • interest: interesse verso il marchio/prodotto;
  • desire: desiderio di acquisto;
  • action: vendita/conversione.

funnel di conversione del cliente

Ora una strategia di content marketing efficace deve basarsi su questo percorso e prevedere un piano editoriale che implementi ognuna di queste 4 fasi.

Vediamo come fare…

Progettare la strategia

Ricordiamo che il content marketing serve a “guidare una profittabile azione del cliente”, pertanto la strategia da noi scelta deve fare in modo che il consumatore-utente venga preso per mano e accompagnato fino all’azione.

Questo vuol dire che bisogna creare contenuti di qualità di diverso tipo a seconda della fase in cui andiamo a lavorare.

Fase 1: awareness

I contenuti che meglio performano all’interno di questa fase sono i contenuti virali o ad alto tasso di condivisione.

Se l’awareness è la conoscenza di marca allora la strategia di content marketing deve qui prevedere un contenuto volto ad ampliare la base del target e raggiungere quei consumatori potenziali che non sono a conoscenza del marchio.

La tattica qui scelta deve portare a raggiungere l’obiettivo di acquisire visibilità agli occhi degli utenti e portarli nel campo comunicativo del brand.

I contenuti preferiti sono contenuti che un utente condividerebe sui social:

• video;
• immagini;
articoli longform.

Fase 2: interest

Quando la marca supera la fase della conoscenza presso il pubblico allora si procede con la pubblicazione e la distribuzione di contenuti volti a incuriosire il pubblico, a fare in modo che prendano in considerazione il marchio.

Non bastano pochi contenuti e tutti sullo stesso genere, ma c’è bisogno di un insieme di contenuti che seguono un piano editoriale strutturato con pubblicazioni cadenzate nel tempo.

È qui che entra in gioco il valore aggiunto dall’engagement del content marketing: bisogna coinvolgere l’utente, stimolare sensazioni positive verso i prodotti con contenuti ad alto tasso emotivo. Bisogna creare una storia, uno storytelling del marchio e immergere il consumatore all’interno della trama

Esempi di contenuti per la fase dell’interesse sono:

  • video-storie;
  • news;
  • gallerie fotografiche;
  • racconti e podcasts.

Fase 3: desire

In questa fase l’emotività aumenta di grado per raggiungere il desiderio del consumatore. È quella fase dove nel marketing si fa riferimento al concetto di third-party-endorsement, ossia quella “raccomandazione” del prodotto da parte di un testimonial o di una persona (o prototipo di essa) rilevante per il target di riferimento.

I contenuti qui devono poter stimolare il lettore fino a punto di dover desiderare l’offerta del marchio. È una fase che va a stretto contatto con la precedente, coerente con lo storytelling: è la conseguenza auspicabile dell’interesse.

Il prodotto è il vero protagonista della fase.

I contenuti migliori sono, ancora:

  • video-storie;
  • racconti e podcasts;
  • immagini e GIFs ad alto impatto emotivo.

Fase 4: action

Infine qui bisogna far maturare definitivamente l’intenzione d’acquisto dei clienti offrendo loro contenuti evergreen che possano stimolare all’utilizzo del prodotto.

I contenuti adatti sono quelli che rispondono ad interessi costanti nel tempo, che vedono l’utilizzo del prodotto come “soluzione”. Per esempio:

  • how-to;
  • checklists;
  • infografiche;
  • video tutorial;
  • guide.

Implementando tutte queste fasi in un’unica strategia di medio-lungo periodo, il content marketing si presenta come valido strumento a sostegno delle imprese dove scrivere contenuti per il web vuol dire raggiunge gli utenti nella loro quotidianità.

11 consigli utili su come migliorare la vostra customer experience

11 consigli utili su come migliorare la vostra customer experienceDi recente il Temkin Group ha pubblicato un video in cui viene resa pubblica una ricerca relativa alla soddisfazione di un cliente rispetto alla sua customer experience e alla risoluzione di problemi da parte di un’azienda rispetto ad un servizio fornito.

Ovviamente, la sua soddisfazione o meno rispetto al proprio rapporto con l’azienda in questione è il primo e più importante indicatore quando si parla di fidelizzazione del cliente. La ricerca, infatti, mostra come la risoluzione di per sé di un problema non coincide necessariamente con la soddisfazione del cliente a cui quel problema è stato risolto. Se il rapporto che si è instaurato durante tale esperienza è infatti stato caratterizzato da lunghe attese, una pratica fin troppo complessa, oppure toni decisamente troppo formali e distaccati, il cliente raramente si dirà felice e soddisfatto.

Dunque, si può dire che prima ancora dell’efficienza e della puntualità, la componente emozionale nella risoluzione di un problema e nella customer experience in generale è la componente più importante, che non solo fidelizzerà un cliente, ma aumenterà le possibilità di un’azienda di essere raccomandata ed elogiata a terze parti.

Nonostante ciò, sembra risultare particolarmente difficile per molte compagnie e aziende instaurare e soddisfare questo tipo di connessione emozionale con i propri utenti. Parliamo di riuscire non tanto ad entrare nella loro testa e nelle loro aspettative, quanto nel loro cuore e nelle loro emozioni, cosa che fa la differenza nel raggiungere un tipo di customer care e di relazione con il fruitore che sia d’eccellenza.

Ecco quindi 11 consigli utili su come migliorare la vostra customer experience e come usare le emozioni per fidelizzare un cliente.

  1. Chiamate il vostro cliente per nome – Non stiamo parlando semplicemente di inserire il nome del vostro utente nell’intestazione di una newsletter che è stata palesemente scritta per tutti allo stesso modo, oppure di chiamarlo Signo Taldetali una volta che la scheda contatti del suddetto si è aperta di fronte al vostro operatore telefonico. Stiamo parlando di chiedere il nome a prescindere dalla sua utilità e di rapportarsi in modo tale che il legame che si crea è davvero unico, come unico è ogni singolo cliente. Mostratevi interessati alla sua identità, alle sue emozioni e non solamente al suo portafogli o al suo parere quando si tratta di dare punteggi e valutazioni (aspetto comunque molto importante nel quale coinvolgerlo).
  2. Siate positivi nell’interazione con il cliente – Anche se l’azione di customer care in questione implica il rapportarsi con un problema o con qualcosa che non va, evitate di utilizzare un linguaggio negativo. Usate sempre termini positivi, che indicano una risoluzione, una possibilità e un’inclusione. Evitate in primis le parole “problema”, “inconveniente” o “ostacolo”, usando magari sinonimi come “questione” o “situazione”, che non richiamino a condizioni sgradevoli. L’attitudine positiva infonde speranza e una sensazione di supporto, dunque abbiatene sempre in grande abbondanza. Inoltre, evitate frasi come “non lo so”, o “non saprei”, poiché all’orecchio del cliente suonano come un “non m’importa”. Se non sapete una cosa, non è un problema, ma dimostrare che vi state attivando per trovare la risposta alla domanda che qualcuno vi ha appena fatto è dimostrazione del vostro interesse e del vostro supporto verso le esigenze del cliente.
  3. Siate coerenti con la parola data – Se assicurate al cliente che entro un determinato numero di giorni il guasto sarà riparato, l’acquisto recapitato, o un problema risolto, rispettate le scadenze che avete fissato. In altre parole, non ponete mai il cliente nella condizione di dovervi richiamare poiché siete spariti, o perché qualcosa che avevate promesso di fare non è avvenuta. La coerenza è il primo elemento per creare un rapporto di fiducia e credibilità.
  4. Motivate il vostro cliente – Non importa di quale industria facciate parte: la motivazione è un ingrediente di base molto importante nella vita di tutti i giorni, indipendentemente da dove essa venga. Gran parte della motivazione giace nel sentirsi ispirati a fare qualcosa e spesso questa ispirazione si perde nel tran tran di tutti i giorni e col passare del tempo. Aiutare i vostri clienti a ritrovarla può essere un ottimo modo per creare con loro un rapporto di tipo emozionale. Può essere una sorpresa molto gradita, come anche la dimostrazione che ci tenete al loro umore e a dare una luce diversa alla loro giornata. Potete scegliere delle inspirational quote che ben si sposano con il vostro business e con i temi che vi stanno a cuore, come anche un video, un proverbio, immagini, canzoni o qualsiasi altro elemento che possa migliorare l’umore di chi lo riceve e ci interagisce.
  5. Preoccupatevi di dare il meglio al vostro cliente, anche se non si tratta di voi – Non è detto che la soluzione a un problema di un vostro cliente giaccia in voi. Magari, per poter ottenere ciò che vuole, egli deve rivolgersi a qualche altra compagnia, o svolgere qualche altra azione che non include la vostra azienda o l’utilizzo dei vostri prodotti e servizi. Siate onesti in merito e, anzi, cercate di essere il più utili possibile nel consigliare una soluzione alternativa. Siate d’aiuto, come lo sareste per un vostro amico per cui volete il meglio. Anche se non nell’immediato, tanta onestà e trasparenza vi ripagheranno quando lo stesso cliente avrà invece bisogno proprio di un prodotto o di un servizio come il vostro, come anche quando dovrà suggerirvi a qualcuno.
  6. Chiedete scusa – Nessun cliente si aspetta che siate perfetti e impeccabili. Per quanto si tratti di un business, la vostra azienda è fatta di persone e, come tale, può commettere degli errori. Se questi errori vengono ammessi e viene dimostrata la massima intenzione di risolverli e collaborare, di sicuro il vostro fruitore si sentirà più emozionalmente tranquillo e supportato. Sarà il primo a porsi nell’ottica di collaborazione reciproca e risoluzione del problema e sarà sicuramente più ben disposto rispetto a lunghe pratiche e richiesta di numeri di conto, codici cliente e altre informazioni fastidiose da ricercare. Ultimo ma non meno importante, fate ammenda per il vostro errore e offrite qualcosa in cambio della pazienza che il cliente vi ha dimostrato.
  7. Mantenetevi focalizzati sul cliente e non sulla compagnia – Soddisfare il cliente con prodotti, contenuti e un tipo di assistenza che siano utili e di qualità è fondamentale. Permettete sempre che egli abbia un’esperienza semplice, che non richieda tempi infiniti e che non sia finalizzata all’elogio del vostro business, quanto alle necessità del cliente stesso. In questo modo, potrete prestare reale ascolto e attenzione a quelle che sono le sue necessità e, al massimo, dimostrare perché siete la miglior opzione per trovare una soluzione, oppure i migliori nel risolvere un problema. Ricordatevi: il cliente non si aspetta un servizio sempre impeccabile, ma una prontezza d’interesse nel caso succeda qualcosa. Cercare di sgravarsi il più possibile da responsabilità e colpe non farà che peggiorare il vostro rapporto emozionale e allontanare i clienti.
  8. Create un contatto diretto e personale – La cosa più irritante che possa succedere quando si ha un problema e si ha bisogno dell’assistenza di qualcuno, è ricevere risposte preconfezionate, e dover fare mille ricerche prima di trovare quella giusta, invece che riuscire a entrare subito in contatto con qualcuno a cui porre una domanda e avere una risposta. Certo, poter indirizzare subito il cliente verso il tipo di operatore che fa più al suo caso è un’eccellente opportunità per migliorare il vostro customer service, ma in generale avere a che fare troppo con voci registrate, oppure FAQ sul sito può creare un enorme barriera emozionare e aumentare i livelli di frustrazione. Ricordatevi: il vostro cliente ha già un problema da risolvere, non creategliene un secondo nel non sapere dove trovare soluzione.
  9. Siate i primi clienti di voi stessi – Mettetevi nei panni di chi sta dall’altra parte, che sia di un telefono, di un bancone, di una scrivania o di qualunque altra cosa. Siate estremamente consapevoli della frustrazione che voi stessi per primi provereste se vi doveste confrontare con un inconveniente che vi sta rallentando la giornata, o creando un domino di situazioni spiacevoli. Come vorreste essere trattati? Cosa vi piacerebbe sentirvi dire e con che termini e toni? Non create spiacevoli doppi standard per cui non fornite il customer care che voi stessi richiederesti a una qualsiasi altra azienda. Siate i primi clienti di voi stessi e sviluppate empatia, il più potente tra gli strumenti emozionali.
  10. Condividete e create uno scambio – Proprio perché il vostro business, come tutti i business, è fatto dio persone, il modo migliore per creare un rapporto emozionale con il vostro cliente è quello di condividere con lui: informazioni, emozioni, problemi, realtà. In questo modo, la vostra azienda verrà percepita come una cosa esistente e personale, e non un business distaccato e orientato solo ed esclusivamente al guadagno.
  11. Puntate alle emozioni invece che alle soddisfazioni – E così si torna all’inizio, con questa regola d’oro da non dimenticare mai. Ricordatevi, solo perché un problema è stato risolto o un dubbio è stato sciolto non significa che il vostro cliente sia soddisfatto. Ma se emozionalmente siete riusciti ad instaurare con lui un rapporto empatico, allora anche il problema più grande e fastidioso non sarà percepito come tale e il vostro cliente sarà felice di continuare a rapportarsi con voi.

 

Cosa e quali sono i contenuti per il web: ecco una lista

quali sono i contenuti per il webCon l’avvento del Web 2.0 ci troviamo a navigare in un mondo online sempre più content driven. Proprio il web oggi da voce agli utenti e si viene a creare un flusso comunicativo non più one-to-many, ossia dove un solo emittente parla a più riceventi, ma many to many dove tutti parlano a tutti.

È quello che comunemente viene definito come User Generated Content l’elemento caratterizzante del web odierno, cioè un contenuto creato dagli utenti come, per esempio, i post sui blog, i video su Youtube, i tweet e gli stati di Facebook e così via.

La definizione di contenuti per il web richiama una molteplicità di aspetti sintetizzabili in questa frase: “con contenuto per il web si intente un contenuto informativo composto da testo, immagini, video e audio ossia tutto ciò che può essere caricato sul Web e, grazie a questo, veicolato”.

D’altro canto il contenuto rappresenta un valido strumento per il marketing, o più specificatamente per il Web Marketing, e tutti gli studi, le strategie e le tattiche affini si racchiudono dentro in quello che comunemente viene chiamato Content Marketing o Marketing dei Contenuti.

Riportando per intero la definizione dei Content Marketing Institute, possiamo definire questa tecnica di Inbound Marketing come “approccio di marketing strategico incentrato sulla creazione e la distribuzione di contenuti di valore, pertinenti e coerenti per attrarre e mantenere un pubblico ben definito e, infine, per guidare una profittabile azione del cliente”.

Si evincono così alcune caratteristiche del content marketing ossia:

  • la creazione dei contenuti esiste perché vi è la possibilità di distribuirli;
  • la pertinenza, la coerenza e il valore informativo aggiunto sono la chiave per un contenuto si qualità;
  • il contenuto, in termini di marketing, serve ad ampliare e mantenere il target, nonché portarlo a compiere azioni che possano tradursi in guadagni per l’emittente.

 

Le tipologie di contenuti

Si vengono così a sintetizzare 4 macro tipologie di contenuti per il web:

  1. articoli e blog post
  2. infografiche, animazioni e GIFs
  3. video
  4. podcast

 

Articoli e blog post

Rientrano in questa prima tipologia tutti i testi per siti web come per esempio i post e gli articoli sui blog, siti di notizie; in parole povere tutto ciò dove è il testo scritto l’elemento caratterizzante.

Un testo per il web è anche uno strumento di posizionamento sui motori di ricerca ed è qui che si concretizza il lavoro dei SEO (Search Engine Optimization).

Un contenuto testuale di qualità per il web deve essere:

  • credibile;
  • rilevante per il target;
  • coerente con lo stile dell’emittente e con il contesto in cui viene disribuito;
  • ottimizzato per i motori di ricerca, così da raggiungere il target;
  • condivisibile sui social.

Se presenta queste caratteristiche allora si tratta di un contenuto che può portare ad azioni profittabili da parte dei clienti sia in termini monetari che di brand loyalty.

 

Infografiche, animazioni e GIFs

Ci troviamo nel campo del visual, dove è l’immagine l’elemento peculiare che può, talvolta, accompagnarsi ad un testo scritto.

Le infografiche, infatti, sono immagini di grandi dimensioni in grado di riassumere informazioni, statistiche, grafici il cui scopo è quello di rendere facilmente leggibile un insieme di dati difficilmente interpretabili in un contesto diverso agli occhi dei non esperti.

È il caso di studi e ricerche che vengono riassunti graficamente per poi essere condivisi e distribuiti su canali online.

Le GIFs (Graphics Interchange Format) sono, invece, un particolare formato digitale per le immagini molto diffuso sui social. Rappresentano un tipo di contenuto per il web proprio perché veicolatrici di informazioni in maniera dinamica.

Delle buone immagini e infografiche devono essere:

  • coerenti;
  • rilevanti;
  • condivisibili;
  • ben lavorate a livello grafico;
  • artistiche;
  • originali.
esempio di infografica per il web

Content Marketing: un template esempio di infografica per il web

Video

Non c’è bisogno di definire che cos’è un video ma basta inquadrarlo nella giusta ottica di Marketing, ossia come strumento utile per portare a risultati in termini di awareness, consideration e decision utilizzabile anche come strumento di storiytelling.

Dei video di qualità per il marketing sono:

  • originali;
  • coerenti con lo stile dell’emittente;
  • realizzati da figure professionali;
  • virali.

 

Podcasts

Infine definiamo i podcasts come dei contenuti audio (di solito in formato MP3) ascoltabili in qualsiasi momento e che veicolano informazioni rilevanti per il target di riferimento.

Un esempio sono i programmi radiofonici registrati e poi condivisi online per permettere di ascoltarli e riascoltarli una volta chiuse le trasmissioni.

Un buon contenuto audio per il web è:

  • originale;
  • rilevante;
  • funzionante (senza fonti di rumore);
  • credibile;
  • coinvolgente.

L’elemento del coinvolgimento (tecnicamente engagement) non può essere trascurato in nessuna delle strategie di Content Marketing: non dimentichiamoci che l’obiettivo è raggiungere il target e portarlo ad un’azione e ci si riesce solo se il contenuto proposto è coinvolgente.

 

 

4 trend di web marketing per il 2017

Ecco 5 trend di web marketing che prenderanno piede durante questo 2017 e che per questo non potete bucare.Se in medicina la miglior cura è la prevenzione, non cambia molto il discorso per il web marketing. Chi ci lavora sa che la differenza la fa l’informazione, soprattutto se l’informazione è acquisita prima dei competitor. Ecco perché un buon marketer ha sempre le antenne dritte per captare i nuovi trend del mercato ed ecco perché un colosso come Hubspot si impegna ad individuare e a suggerire 4 nuovi trend di web marketing che prenderanno piede durante questi 12 mesi. Continue reading

Come creare contenuti a bassa soglia di attenzione

Consigli e dritte su come creare contenuti a bassa soglia di attenzione sui e per i social network secondo la prestigiosa fonte di Hubspot.Uno dei cambiamenti più importanti che ha creato l’ingresso del mobile nelle nostre vite è la fruizione dei contenuti. Ad una vista superficiale, il fatto di avere sempre in mano un device dovrebbe aver espanso le possibilità di comunicazione di un’azienda che adesso può raggiungere il suo cliente sempre. Anche in circostanze fino a poco tempo fa impensabili. Il rovescio della medaglia, però, che poi è la realtà con cui confrontarsi, è che tutta questa offerta ha creato nell’utente una bassa soglia di attenzione. Si parla di circa 8 secondi ad articolo in aggiunta all’inquietante dato che il 59% delle persone che condividono articoli su Twitter… non li leggono. Ecco quindi la necessità di sapere come creare contenuti ad hoc e cioè contenuti a bassa soglia di attenzione. Continue reading